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Progetti di ricerca |
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Gli anni ottanta e la fine del “lungo dopoguerra”Responsabile scientifico del progetto di ricerca:
Prof. Giovanni Orsina (Luiss Guido Carli - Roma). 1. Obiettivi del progetto:Questa ricerca intende analizzare, adottando una prospettiva comparata, prevalentemente seppur non esclusivamente storica, i caratteri e le modalità delle trasformazioni dei sistemi politici europei negli anni ottanta. 2. Articolazione del progetto:
La
ricerca si articolerà intorno a due assi tematici principali:
2.1. Trasformazione e crollo dei sistemi sovieticiCoordinatore: Prof. Victor Zaslavsky.
Questo percorso di ricerca affronta la questione del collasso del sistema sovietico, dell'URSS e del suo impero mondiale. In particolare, grazie all’analisi di una ricca documentazione in gran parte inedita conservata nell'archivio della Fondazione Gorbacev, nell'Archivio Statale della Federazione russa e negli American National Archives, e alla realizzazione di interviste con diversi politici russi e americani direttamente coinvolti nel processo decisionale in ambedue parti del mondo bipolare, si cercherà di ricostruire e capire le cause e conseguenze del collasso del sistema sovietico, dedicando un’attenzione particolare alla questione della cultura politica sovietica: la sua evoluzione e l'eredità che lascia dietro di sé. Partecipano al progetto: - Victor Zaslavsky, Luiss Guido Carli
di Roma. 2.2. Le trasformazioni dei sistemi politici occidentaliCoordinatore: Giovanni Orsina
Questo percorso di ricerca intende indagare un fenomeno che ha caratterizzato la storia delle democrazie occidentali nel corso degli anni Ottanta: l’emersione di un vasto ventaglio di leadership politiche che hanno intrecciato la loro azione con particolari fasi dei sistemi politici dentro i quali hanno operato. E’ emersa innanzi tutto una “leadership di partito” che ha operato nelle democrazie della “terza ondata” (in particolare Spagna e Portogallo), mentre in altre due democrazie consolidate dell’Europa continentale, la Francia e l’Italia, è risultato decisivo il posizionamento della leadership rispetto alle riforma delle istituzioni (già avvenuta da tempo in Francia, neppure intrapresa in Italia). Nel mondo anglo-americano è emersa invece una leadership di carattere “trasformativo” nelle figure di Ronald Reagan e Margaret Thatcher, volte a rafforzare, ciascuna seguendo un percorso specifico, il carattere “rappresentativo” del processo democratico a scapito di quello “corporatista”, tradizionalmente basato sul ruolo degli interessi organizzati. Infine, la Repubblica federale e i Paesi Bassi hanno continuato ad incarnare per l’intero decennio un “modello consensuale” e neo-corporatista, nel cui ambito la contrattazione formalizzata ha mantenuto ridotti gli spazi della leadership politica. In via generale, per gli anni Ottanta si è parlato di una leadership che ha avuto come suo carattere fondativo una forte discontinuità rispetto alle culture politiche tradizionali tanto del conservatorismo quanto delle socialdemocrazie. Da questo punto di vista, definizioni quali “neoconservatorismo” e “socialdemocrazia leggera”, per quanto parziali, hanno il merito di registrare alcuni aspetti del mutamento avvenuto nell’Europa occidentale e degli Stati Uniti a partire dalla metà degli anni Settanta. Un altro elemento decisivo della formazione delle leadership politiche degli anni Ottanta deriva in parte proprio da questa discontinuità: in virtù della presa di distanza da alcuni elementi tradizionali della cultura e dei partiti di appartenenza, esse hanno teso a caratterizzarsi in vario modo e misura per un impiego massiccio di risorse di provenienza non partitica, come ad esempio i mass media e in particolare la televisione: se da un lato è innegabile che le nuove leadership di essa si sono servite, è anche vero che è stata proprio la rivoluzione dei mezzi di comunicazione di massa che ha accentuato i fenomeni di personalizzazione della politica. Il presente progetto muove dall’ipotesi che le nuove leadership emerse nei diversi regimi democratici dell’Europa occidentale e degli Stati Uniti abbiano cercato di affermare, con diversi esiti, le proprie prerogative a tutti i livelli del processo politico e istituzionale: dentro il partito di maggioranza o dentro la coalizione di governo, nel confronto con il parlamento, negli scambi con le burocrazie dell’amministrazione pubblica e con le giurisdizioni locali e ancora nei confronti di altri poteri, spesso fortemente ostili. Al fine di realizzare lo studio comparato dei sistemi politici dell’Europa occidentale seguendo le linee qui sopra tracciate, i singoli percorsi sono stati raccolti in due gruppi:
2.2.1. L’emergenza e/o la trasformazione della leadership politica e le conseguenze sui processi politico-istituzionale Partecipano al progetto: - Domenico Bruni, La leadership
thatcheriana e la guerra delle Falkland
2.2.2. La trasformazione delle culture politiche del conservatorismo e della socialdemocrazia a partire dal turning point degli anni Settanta Partecipano al progetto: - Lucia Bonfreschi, Trasformazioni
del gollismo- Vera Capperucci, Le culture
cattoliche italiane degli anni Ottanta
3. Risultati della ricerca e tempi di realizzazione 3.1. Workshop di lavoro - maggio 2008
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