La pubblica amministrazione dal fascismo alla democrazia
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VENTUNESIMO SECOLO Anno II - Numero 4 Ottobre 2003
La pubblica amministrazione dal fascismo alla democrazia
Direttori : Victor Zaslavsky Gaetano Quagliariello
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Uno sguardo al passato e uno al futuro. Imprese e banche pubbliche in Italia dal 1943 al 1946 fra epurazione e occupazione
Introduzione
Nel presente articolo si espongono i primi risultati di una ricerca sulle imprese del settore pubblico italiano negli anni 1943-46, affrontando le trasformazioni di assetto e di gestione delle più rilevanti, in primo luogo quelle facenti capo all'Iri. Sono anni particolarmente importanti nella storia del nostro paese, e non solo, contrassegnati da eventi drammatici come la guerra e l’occupazioni militari, da una cruciale transizione politico-istituzionale, da decisive trasformazioni economiche e sociali. Si presenta dunque ricca di motivi di interesse una ricerca sui temi della transizione economica dal periodo fascista a quello repubblicano, della turbata attività produttiva, del contraddittorio e parziale avvicendamento ai vertici aziendali, del dibattito fra imprenditori, economisti e politici sull'economia italiana e sul ruolo da assegnare al settore pubblico, avviato già verso la fine del conflitto.
I differenti orientamenti, con forti valenze politiche e dottrinali, in taluni casi aperti a considerazioni internazionali, costituiscono lo sfondo nel quale inserire i cambiamenti occorsi nelle amministrazioni delle imprese, interessate anche dalla contraddittoria esperienza dell'epurazione. Proprio il tentativo di contemperare le differenze ideali e generazionali costituisce il tratto saliente di questa fase, nella quale la classe dirigente italiana getta uno sguardo al passato e uno al futuro[1].
L'articolo, nel quale si presentano elementi e considerazioni destinati ad un più ampio ed approfondito svolgimento, è composto di due parti, legate proprio all’interrogativo, comune ai contemporanei, su quale potesse essere il futuro del settore pubblico, quindi la sua funzione nell’economia italiana...
(continua)
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Note
1. La definizione mi è parsa assai appropriata e l'ho dunque mutuata da Sabino Cassese, il quale la riferisce all'attitudine dei «padri costituenti» nel definire i pilastri economici della Costituzione italiana; cfr. S. Cassese, «Dubbi e interrogativi sulla Costituzione economica», in M. D'Antonio (a cura di), La Costituzione economica, Edizioni del Sole-24 Ore, Milano 1985, p. 135. |