Ventunesimo Secolo
Collana di studi storici

La Nazione in rosso. Socialismo, Comunismo e "Questione nazionale": 1889-1953

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La Nazione in rosso.
Socialismo, Comunismo e "Questione nazionale": 1889-1953

A cura di Marina Cattaruzza

Rubbettino Editore, 2005

334 pagine - € 18,00

Rassegna stampa

Anche i comunisti amavano la patria Sovietica
di Giovanni Belardelli (Corriere della Sera, 7 novembre 2005)

La via francese al comunismo e la svolta di Salerno staliniana
di Alceo Riosa (Il Riformista, 7 dicembre 2005)

Per l'Urss e per la patria
di Emilio Gentile (Il Sole-24 Ore, 18 dicembre 2005)

I comunisti di fronte alla nazione
di Aldo G. Ricci (L’Indipendente, 24 dicembre 2005)



La “Nazione in Rosso” ricostruisce i modi in cui una delle due maggiori ideologie del secolo XIX e XX, il Socialismo, si è confrontata con l’altra ideologia che ha dato l’impronta all’età contemporanea, il Nazionalismo. I capitoli coprono il periodo che va dalla fondazione della Seconda Internazionale (Parigi, 1889) alla morte di Stalin (Mosca, 1953), affrontando aspetti centrali della problematica, quali le teorie sulla nazione degli austromarxisti, il rapporto della Seconda e della Terza Internazionale con la democrazia, la concezione anti-nazionale di Amadeo Bordiga, le elaborazioni socialiste sulla nazione tra le due guerre mondiali, l’atteggiamento dei comunisti rispetto alle espulsioni dei tedeschi dalla Cecoslovacchia e dalla Polonia, la questione nazionale nel comunismo italiano e in quello francese.
La comparazione tra il modo in cui socialisti e comunisti si posero rispetto alla nazione fornisce utili elementi di analisi e di giudizio storico sui due movimenti politici, evidenziandone, accanto alle comuni radici ideologiche, anche le forti discontinuità. La nascita della Terza Internazionale e la rapida sottomissione dei partiti comunisti agli interessi sovietici porteranno nel corso della Seconda guerra mondiale e nel dopoguerra a politiche di vera e propria negazione dell’”interesse nazionale” o, al contrario, come nel caso del Partito comunista della Cecoslovacchia, di rimessa in discussione del proprio carattere plurinazionale. Tali scelte si rivelarono particolarmente penalizzanti per il Partito comunista francese, mentre il Partito comunista italiano sarà in grado, grazie alle diverse contingenze politiche, di presentarsi all’elettorato come forza politica nazionale, con indubbie ricadute positive in termini di credibilità politica e di influenza all’interno del sistema partitico.


Sommario


Premessa

Marina Cattaruzza
Il problema nazionale per la socialdemocrazia e per il movimento comunista internazionale: 1889-1953

Philippe Buton
Movimento operaio e democrazia. Dalla Seconda alla Terza Internazionale

Dieter Langewiesche
“La socialdemocrazia considera la nazione qualcosa di indistruttibile e da non distruggere”. Riflessioni teoriche dell’austromarxismo sulla nazione intorno al 1900 e il loro significato per la ricerca attuale sul nazionalismo

Bruno Dongiovanni
Il socialismo contro la nazione: il caso di Amadeo Bordiga (1911-1918)

Leonardo Rapone
Quale nazione per la socialdemocrazia?

Detlef Brandes
Il trasferimento “è come l’uovo di Colombo”: i comunisti cecoslovacchi e l’espulsione dei tedeschi

Malgorzata Spider
I “territori occidentali” come mezzo di pacificazione nazionale: un elemento della tattica dei comunisti in Polonia

Gaetano Quagliariello
Il PCI, il PCF e le conseguenze del patto Molotov-Ribbentrop

Elena Aga-Rossi
Il PCI tra identità comunista e interesse nazionale