Un lungo filo percorre la storia della cultura liberaldemocratica
italiana nel Novecento: il riferimento agli ordinamenti costituzionali
anglosassoni, motivo ricorrente nella riflessione politico-giuridica e
nel dibattito ideologico sull'organizzazione istituzionale della
democrazia. Un riferimento che si infittisce nel periodo successivo
alla seconda guerra mondiale, quando sempre più ineludibili diventano,
nel contesto del drammatico confronto con il totalitarismo e della
guerra fredda, i nodi della democrazia di massa, delle garanzie di
libertà, del costituzionalismo.
Questo volume si propone di ricostruire alcuni momenti fondamentali di
quel dibattito, concentrando l'attenzione su alcune personalità sospese
tra riflessione politico-giuridica e impegno civile, che rimeditano i
paradigmi costituzionali britannico e statunitense utilizzandoli come
modello di ispirazione per le istituzioni politico-giuridiche italiane
e come termine essenziale di confronto per i problemi dei sistemi
politici democratici contemporanei: da Bobbio a Einaudi, da de
Caprariis, Matteucci e Fassò a Maranini e Leoni.
Ne deriva un quadro storico complesso, in cui i modelli costituzionali
desunti dalla tradizione “atlantica” non si riducono all'indicazione di
un semplice percorso imitativo, ma si configurano piuttosto come i
catalizzatori di una riflessione profonda sulla crescita e la maturità
della cultura civile italiana, alla luce delle grandi sfide della
modernizzazione nella seconda metà del ventesimo secolo.
Sommario
Premessa
Capitolo 1
Il dibattito sugli ordinamenti costituzionali anglosassoni in Italia tra anni Quaranta e Sessanta
1. La legge dei vincitori? Gli anni della ricostruzione politico-istituzionale
2. Il modello del parlamentarismo britannico e la “scommessa” sui partiti di massa: Norberto Bobbio
3. Fantasmi costituzionali: i modelli anglosassoni nel periodo della Costituente
4. La fedeltà agli ordinamenti britannici ed il rifiuto della loro “importazione”: Luigi Einaudi
5. Eclissi politica e rinascita culturale dei modelli anglosassoni
Capitolo 2
Civiltà “atlantica” e democrazia costituzionale: Vittorio de Caprariis e Nicola Matteucci
1. Il legame etico-politico tra Stati Uniti ed Europa e l’ideale della modernizzazione
2. I sistemi politici anglosassoni: un termine di confronto, non un modello da imitare
3. La riflessione sulla storia americana e la categoria del costituzionalismo
4. Il patrimonio costituzionale angloamericano e i freni liberali alla democrazia
5. Dopo il ’68: la tradizione costituzionale “atlantica” come antitesi al populismo e alla massificazione tecnocratica
Capitolo 3
Giusnaturalismo, common law e liberaldemocrazia: Guido Fassò
1. Una “restaurazione” della tradizione del diritto di natura
2. Storia dei diritti, secolarizzazione, razionalità sociale
3. La scoperta della tradizione costituzionale britannica
4. Antiformalismo e contestazione: l’ancoraggio alla certezza del diritto e la logica del costituzionalismo inglese
Capitolo 4
Modello angloamericano e cultura costituzionale italiana: Giuseppe Maranini
1. La costituzione “informe” e le radici storico-politiche dello Stato sovrano
2. Principio maggioritario e checks and balances: storia anglosassone, storia italiana
3. Contro la dissoluzione partitocratica: governo autorevole, equilibrio tra i poteri
4. Una imitazione “più coerente”: verso un modello sintetico del costituzionalismo angloamericano
Capitolo 5
La common law oltre la democrazia: Bruno Leoni
1. Il ribelle antiformalista e il problema della certezza del diritto
2. La solitudine di un individualista: l’ancoraggio alla cultura politico-giuridica anglosassone nel dopoguerra
3. L’attività pubblicistica: difesa delle libertà economiche e strategia politico-istituzionale
4. Sistema politico e logica giuridica consuetudinaria nei paesi anglosassoni
5. La common law e l’eclissi “giuridica” della sovranità democratica
6. Oltre la rappresentanza: una politica “non coercitiva”