Ventunesimo Secolo
Rivista di studi sulle transizioni

Storia e storiografia sulle origini di un non-rapporto: la Gran Bretagna e le Comunità 1950-1956

di Ilaria Poggiolini


1. Leadership e collaborazione?

Nell’estate del 1945 Ernest Bevin, il ministro degli Esteri del nuovo governo laburista britannico, si incontrò con i vertici del Foreign Office per discutere un progetto grazie al quale stabilire forti rapporti di collaborazione politica, militare ed economica con il continente europeo. In uno scenario regionale e globale che imponeva il ripensamento delle priorità strategiche del paese, Bevin e il Foreign Office concordarono sulla necessità di privilegiare i legami della Gran Bretagna con il continente. Questo progetto, apparentemente lineare, si sarebbe trasformato nei decenni successivi in un intricato contenzioso e nella prolungata assenza della Gran Bretagna dalla vita comunitaria[1]. Il saggio intende proporre una sintesi storica e una lettura storiografica delle origini della tanto discussa relazione tra la Gran Bretagna e l’Europa dei Sei.


Il saggio si articola in successivi paragrafi:

Le «occasioni perdute»

«With but not of»

Conclusioni


Note

1 Il resoconto dell’incontro presieduto da Bevin al Foreign Office nel corso del quale si discusse l’ipotesi del «Gran Design» ha convinto lo storico John Young che in quel momento Londra avrebbe potuto scegliere la strada della collaborazione privilegiata con l’Europa occidentale. Si veda J.W. Young, «Towards a New View of British Policy and European Unity 1945-1957», in R. Ahmann, A.M. Birke, M. Howard, The Quest for Stability. Problems of West European Security 1918-1957, Oup, 1993, p. 435; J.W. Young, Britain and European Unity 1945-1999, Macmillan, Basingstoke-London 1993, pp. 1-2; Pro, Fo 371/49069/9595, BL Oliver Harvey Diaries, 13 august 1945, Churchill College, Cambridge, Alexander Cadogan Diaries, 1/15, 13 august 1945.