Ventunesimo Secolo
Rivista di studi sulle transizioni

La Gran Bretagna e l’Italia di De Gasperi (1945-1953)

I rapporti anglo-italiani nel secondo dopoguerra hanno suscitato negli storici italiani un interesse limitato, soprattutto se questo tema viene posto a confronto con l’attenzione dedicata alle relazioni fra l’Italia e gli Stati Uniti[1]. Se tale atteggiamento trova un’ovvia spiegazione nell’emergere di Washington come superpotenza, non può essere trascurato che la Gran Bretagna continuò per qualche tempo a esercitare un ruolo internazionale di rilievo. L’Inghilterra d’altronde, anche per la posizione di potenza vincitrice del secondo conflitto mondiale, ebbe modo di condizionare in maniera incisiva il rientro dell’Italia nel contesto internazionale: dalla questione del trattato di pace al futuro delle ex colonie italiane, al problema di Trieste. Né si può ignorare che essendo la penisola una delle aree di scontro della «guerra fredda» Londra mostrò un preciso interesse nei confronti sia delle vicende interne italiane, ad esempio le elezioni del 18 aprile 1948, sia della progressiva collocazione dell’Italia all’interno del sistema occidentale, dall’adesione al Patto atlantico alla partecipazione ai primi progetti di costruzione dell’unità europea. In Italia questi furono gli anni che si caratterizzarono per il ruolo centrale svolto da Alcide De Gasperi, sia come presidente del Consiglio dal 1945 al 1953, sia come ministro degli Esteri dal 1944 al 1946 e dal 1951 al 1953. La posizione assunta dalla Gran Bretagna verso l’Italia nell’immediato dopoguerra risulta dunque rilevante tema d’indagine e la figura di De Gasperi riveste in tale contesto un rilievo particolare. Quali furono dunque i caratteri della politica inglese nei confronti dell’Italia tra la fine delle ostilità in Europa e il 1953? Quale l’interpretazione che le autorità britanniche diedero della situazione italiana nell’arco di tempo in cui De Gasperi fu ininterrottamente alla guida del paese? Quale, infine, fu l’opinione di Londra intorno allo statista democristiano e alla sua leadership?

(continua)


Note

1. Vi sono alcune eccezioni, fra le quali, oltre a chi scrive, è possibile citare i lavori di M. de Leonardis, nonché alcuni contributi di G. Filippone Thaulero. Tali studi saranno citati nel corso del presente saggio. Le relazioni anglo-italiane nel dopoguerra non hanno suscitato particolare interesse neppure fra gli storici britannici, soprattutto ove si faccia un confronto con il periodo fascista. Esistono comunque due interessanti monografie in lingua inglese, ad opera di due studiosi, l’uno di origine israeliana, l’altro greca: M. Gat, Britain and Italy 1943-49. The Decline of British Influence, Sussex Academic Press, Brighton 1996 e E. Pedaliu, Britain, Italy and the Origins of the Cold War, Palgrave, London 2003.