Ventunesimo Secolo
Rivista di studi sulle transizioni

Mikhail Gorbachev e la riunificazione della Germania

Il problema tedesco costituì il fulcro della politica estera di Mosca tra il 1989 e il 1990. La questione della riunificazione della Germania prese un’accelerazione straordinaria, che il governo sovietico, così come d’altronde i leader delle altre potenze, non si aspettava, e si collocò in primo piano nella vita internazionale[1].

I rapporti tra l’Urss e la RFT durante la perestrojka avevano un carattere contraddittorio. Certo, i due paesi annodarono gradualmente un dialogo. La visita di M. S. Gorbachev nella RFT nel giugno 1989 ebbe un’importanza cruciale. Il leader sovietico intraprese il progetto di trasformare Bonn, in un frangente di “pausa” nei rapporti con l’amministrazione americana di George Bush, in partner privilegiato di Mosca. Nella dichiarazione congiunta firmata a conclusione della visita, vennero delineati i contorni della nuova Europa e il ruolo di entrambi i paesi nella sua costruzione. Vi si prevedeva una cooperazione concreta su più livelli tra i due paesi, su una base di fiducia, reciprocità e mutuo beneficio.

Detonatore della situazione fu per la questione tedesca la crisi politico-sociale nella RDT. Giunto a Berlino all’inizio di ottobre per festeggiare il quarantesimo anniversario della Repubblica democratica tedesca, Gorbachev sottolineò l’importanza della RDT per l’alleanza socialista, l’Europa e il mondo, ma concluse con questa osservazione: “La vita punisce i ritardatari”. Il paese era attraversato da problemi sociali, non esistevano reali libertà politiche, la RDT stava chiaramente perdendo la competizione con la RFT. Il regime di Honecker bloccava la realizzazione di cambiamenti ormai maturi. Scrive il diplomatico sovietico I.A. Kvishinskii: “Proprio nel corso di quell’estate un nervo vitale della RDT si spezzò, o fu reciso. Ad ogni modo, dopo la visita (di Gorbachev nella RFT) a Bonn si concluse che sarebbe stato possibile accrescere l’influenza sul regime di Honecker, che aveva apertamente dimostrato il proprio malcontento nei confronti del nuovo corso di Gorbachev, la perestrojka e le riforme interne”[2]. Allorché nell’estate 1989 il governo ungherese decise di aprire la frontiera con l’Occidente, migliaia di tedeschi orientali si riversarono attraverso quel passaggio nella RFT. Il 18 ottobre Honecker fu costretto a ritirarsi dalle cariche di governo. I suoi successori non furono in grado di controllare la situazione, sempre più destabilizzata.

(continua)


Note

1. Sulla storiografia della questione, vedi: Petelin, B.V.: “Ob’edinienie Germanii 1989-1990 godov: istoriograficheskii aspekt”, Novaia i Noveishaia Istoria, n. 1, 2003.
2. Kvishinskii, Iu.: “Vremia i Sluchai. Zametki Professionala”, Mosca, 1999, p. 8.