NUMERO 23
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Per una storia comparata delle transizioni europee: Francia, Spagna, Italia
Ventunesimo Secolo Rivista di studi sulle transizioni Anno IX - Numero 23 - Ottobre 2010
Direttori: Victor Zaslavsky † Gaetano Quagliariello
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Il sistema politico nella crisi dei partiti in Italia
«I partiti sono stati il principale agente di democratizzazione dello stato», con il trascorrere degli anni essi sono parsi diventare, almeno nel caso italiano, «gli affossatori della democrazia»[nota 1]. Una tale affermazione sarebbe da considerarsi tanto più vera in quanto l’atto stesso di inizio della transizione politico-istituzionale avrebbe finito col coincidere con l’uscita di scena dei partiti di massa, fino a quel momento tra gli elementi cardine del sistema politico italiano. Fin dagli albori della repubblica, continua Calise, i partiti di massa erano riusciti a compenetrare l’edificio statale, che, nel corso del tempo, avevano riorganizzato e occupato, generando un intreccio profondo tra partitocrazia e democrazia. Questo processo era stato reso possibile dalla legittimazione ottenuta attraverso consenso del corpo elettorale, per larga parte del quale, prima ancora delle istituzioni statuali, era stato il partito a rappresentare «una struttura di identificazione e protezione».
I partiti erano diventati, di conseguenza, i principali agenti di democratizzazione del sistema istituzionale, tanto che la partitocrazia stessa era parsa essere, oltre che una forma di governo, anche una forma di Stato, perché il potere dei partiti aveva investito, oltre ad aspetti più propriamente politico-elettorali, anche segmenti di profonda penetrazione sociale. [...]