Ventunesimo Secolo
Rivista di studi sulle transizioni

La Siria e il Libano nella politica estera dell’Eni

I. L’Eni e l’area mediorientale La legge del 10 febbraio 1953 n. 136 oltre a prevedere la creazione di un Ente Nazionale Idrocarburi (Eni) ne stabiliva i compiti: il nuovo ente avrebbe dovuto «promuovere ed attuare iniziative d’interesse nazionale nel campo degli idrocarburi e dei vapori naturali, operando in regime di concorrenza con i privati in tutti i settori dell’attività petrolifera». La necessità imprescindibile di garantire all’Italia un approvvigionamento stabile, viste le scarse riserve nazionali e la continua crescita della domanda interna di energia, spinse il neopresidente dell’Eni, Enrico Mattei, ad attuare una serie di iniziative in campo internazionale, ponendosi spesso in contrasto con le cosiddette «sette sorelle», le principali compagnie petrolifere operanti nel settore che cooperavano tra loro per stabilire un comune prezzo di vendita del petrolio, nonché per imporre uguali tassi di produzione. La grande intuizione di Mattei fu l’attenzione estrema riposta all’analisi delle implicazioni politiche legate al petrolio. Egli si accorse prima di tutti che il risentimento dell’opinione pubblica dei paesi mediorientali nei confronti delle compagnie petrolifere anglo-americane stava per saldarsi con il fenomeno del nazionalismo arabo: le società straniere venivano accusate di sfruttare l’oro nero a danno del popolo arabo. La crescita dell’economia italiana nel decennio 1953- 1963, inoltre, incrementò considerevolmente la forza d’iniziativa dell’Eni e, di riflesso, il ruolo del suo presidente. Dopo il primo tentativo in Iran nel 1953, con cui Mattei cercò di approfittare della crisi politica, nel 1955 venne firmato l’accordo di partecipazione dell’Eni all’esplorazione petrolifera in Egitto, dove il sentimento anticoloniale e antioccidentale era incarnato dalla forte presenza di Nasser. Proprio da questo accordo nacque l’idea del presidente dell’Eni di offrire ai paesi produttori condizioni migliori di quelle delle compagnie americane e britanniche mediante la partecipazione diretta e paritaria nello sfruttamento del petrolio (...)