NUMERO 21
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L'Europa dei confini
Ventunesimo Secolo Rivista di studi sulle transizioni Anno IX - Numero 21 - Febbraio 2010
Direttori: Victor Zaslavsky Gaetano Quagliariello
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La Gran Bretagna e la Resistenza partigiana nei Balcani, 1941-1945 Problemi storiografici e interpretativi
«È ora, mettete fuoco all’Europa». Con questa esortazione nel luglio del 1940 Winston Churchill battezzava il nuovo organismo segreto destinato ad operare contro le forze dell’asse, lo Special Operations Executive (Soe), al quale venne affidato il compito di condurre le operazioni clandestine in territorio nemico e sostenere i movimenti partigiani nei paesi occupati1. Nel corso degli anni successivi, il Soe operò a fianco dei maggiori movimenti di resistenza europei, infiltrando agenti, inviando armi e materiale e rendendo possibile il coordinamento tra le forze alleate e i partigiani.
Il tema dei rapporti tra gli alleati e le formazioni partigiane è stato oggetto di una certa attenzione da parte degli storici, soprattutto perché laddove i movimenti partigiani esercitarono una considerevole influenza nell’evoluzione politica dei paesi dove operarono, l’azione degli alleati nei loro confronti è stata generalmente interpretata come lo specchio del loro atteggiamento verso la definizione dell’assetto postbellico complessivo. In questo senso gli alleati sono stati accusati alternativamente di aver operato in funzione antiresistenziale, per limitare i rischi politici che potevano derivare dal rafforzamento di forze potenzialmente ostili o, al contrario, di aver ingenuamente contribuito ad armare formazioni che nutrivano sentimenti antialleati, senza alcuna considerazione per i rischi politici che questo avrebbe comportato o anche in esplicita connivenza con i comunisti.
Non stupisce quindi che la politica inglese verso le formazioni partigiane nei Balcani, dove gli americani avevano accettato di riconoscere alla Gran Bretagna un’influenza preponderante in virtù dei loro interessi nella regione4, sia stata oggetto delle maggiori polemiche, storiografiche e non (…)