Ventunesimo Secolo
Rivista di studi sulle transizioni

Il «disastro» di Suez nel dibattito pubblico francese: crisi del socialismo, dell'élite politica e dell'identità francese

Sul piano degli eventi politici la crisi di Suez fu ben presto eclissata dalla concomitante guerra d’Algeria e dal ritorno al potere del generale de Gaulle. Sul piano del dibattito tra gli intellettuali, i nuovi cleavage furono costituiti dal ripensamento del comunismo (dopo il XX Congresso del Pcus e dopo la rivolta di Budapest) e dalla guerra d’Algeria. Testimonia questa eclissi nella memoria collettiva francese il fatto che, diversamente dal caso inglese, si dovette aspettare la metà degli anni Sessanta – con l’eccezione dell’inchiesta dei fratelli Bromberger del 1957 – per poter leggere le prime indagini sulla spedizione del 1956 e alcune testimonianze dei protagonisti della vicenda militare; solo vent’anni dopo la crisi uscirono le memorie del ministro degli Esteri dell’epoca, il socialista Christian Pineau. Anche la storiografia francese ha a lungo relegato Suez in fondo a un cassetto, lasciando il campo alla ricerca di origine angloamericana. Si è assistito a un certo risveglio dell’interesse degli storici, in particolare di quanti si occupano di storia militare, solo a partire dagli anni Ottanta in occasione dei decennali[5]. Eppure, due considerazioni dovrebbero indurre gli storici a ripensare il ruolo della crisi di Suez nel foggiare l’immagine che la Francia aveva di se stessa: l’effettiva rilevanza della crisi nel modificare le relazioni tra le potenze sulla scena mondiale; la risonanza dell’evento a livello di opinione pubblica...

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