Ventunesimo Secolo
Letture consigliate

Storiografia sul Mezzogiorno

di Mario Del Treppo
Guida, 2007

Presentazione

Il volume raccoglie profili di storici di generazioni diverse, che hanno operato nel Mezzogiorno. Con affetto l’autore evoca momenti della sua esperienza nell’ateneo fredericiano e figure che per lui sono state importanti. Occupa nel libro un posto centrale il saggio su Bartolommeo Capasso, la cui figura assume una rilevanza culturale e metodologica nel quadro della storiografia napoletana dell’Ottocento. Gli straordinari contributi che Capasso ha dato alla conoscenza delle istituzioni del regno di Napoli, politiche, amministrative, sociali, e a quella del territorio e della topografia, in cui fu riconosciuto maestro, possono oggi rappresentare uno stimolo a riprenderne la lezione e a continuare ed allargare l’opera di scavo documentario ancora necessaria.Il volume raccoglie profili di storici di generazioni diverse, che hanno operato nel Mezzogiorno. Con affetto l’autore evoca momenti della sua esperienza nell’ateneo fredericiano e figure che per lui sono state importanti. Occupa nel libro un posto centrale il saggio su Bartolommeo Capasso, la cui figura assume una rilevanza culturale e metodologica nel quadro della storiografia napoletana dell’Ottocento. Gli straordinari contributi che Capasso ha dato alla conoscenza delle istituzioni del regno di Napoli, politiche, amministrative, sociali, e a quella del territorio e della topografia, in cui fu riconosciuto maestro, possono oggi rappresentare uno stimolo a riprenderne la lezione e a continuare ed allargare l’opera di scavo documentario ancora necessaria.

Mario Del Treppo (Pola, 1929) è professore emerito dell’università “Federico II” di Napoli, dove ha insegnato per quasi quarant’anni Storia medievale. È accademico dei Lincei. Con le monografie I mercanti catalani (1972), Amalfi medievale (1977), Il regno aragonese di Napoli (1986), e vari altri saggi, ha ricostruito aspetti importanti del mondo mediterraneo, che è il suo principale interesse. Ha pubblicato recentemente, col titolo La libertà della memoria (Viella, Roma 2006), un volume di saggi storiografici e di metodologia della storia


Recensione

"Maestri e allievi uniti in un racconto"
di Griolamo Imbruglia

La storia della storiografia è ambivalente. È storia della cultura: ricostruisce le istituzioni in cui è nata una ricerca, la biografia dello storico, il mondo politico e sociale in cui ha operato, i dibattiti che lo hanno influenzato. Ma è pure storia del periodo studiato da quello storico: affronta i problemi specifici che lì si sono posti e giudica sia la pertinenza loro, sia la fecondità delle risposte date. La storia, infatti, rispetta le regole retoriche della narrazione, ma è racconto e giudizio della realtà del passato, e quindi essenziale è la valutazione dell´apporto di verità che indagini, remote o prossime, hanno dato alla nostra comprensione di quel problema. I due fili non sono mai facili da annodare. Nel libro di Del Treppo la sintesi è perfettamente riuscita. Il titolo è felicemente ambiguo, perché, da un lato, la storia che qui si studia è quella del medioevo nel meridione, e, d´altro lato, descrive alcuni storici attivi tra fine ´800 e i nostri giorni. Animato da una profonda pietas scabra e solitaria, Del Treppo ne studia quattro e ci fa vedere le accademie in cui vissero. Bartolommeo Capasso e Erasmo Pèrcopo furono due grandissimi storici; Pontieri è lo storico calabrese che per 40 anni ha insegnato nell´Università di Napoli e di cui Del Treppo è stato studente, e poi successore; Bruno Ruggiero di Del Treppo è stato discepolo. Modelli, maestri, colleghi, allievi: l´autore, rigoroso e mai indulgente, ci fa vedere nello scorrere delle generazioni come si sia posto il problema della Napoli medievale. A lungo soggiogata da Federico II, la storiografia si è poi mossa anche lungo fronti non solo politici, studiando problemi di comunicazione economica tra culture mediterranee, o forme di socialità religiosa, e di mentalità. Nella tessitura delle voci emergono due linee armoniche. Che si tratti della Napoli, in parte misteriosa, del ducato o dei Normanni e degli Angioini, quale vi fu il rapporto tra centro e periferia? Ebbe e perse il Mezzogiorno autonomia di Stato, ovvero questa trovò al momento dell´unificazione? Il problema Stato-Nazione percorre il libro, come ha percorso la cultura storica qui studiata, per la quale fu questione storica essenziale in quanto decisivo problema politico. L´altro tema è la riflessione su Croce, che mise appunto in chiaro, da filosofo, l´interesse politico che animava la nuova storiografia europea. Mi viene un augurio: che Del Treppo voglia discutere, dopo quella ottocentesca, anche la storiografia medievistica del æ700, così arricchendo il suo vasto affresco sul Mezzogiorno.Padre, padrone, padrino, patrono, intorno a termini come questi ruota l´antica semantica del potere laico e sacro. In questo saggio di Niola, da leggere con piacere crescente, emerge una connessione intrigante fra i santi protettori cui è dato coniugare potere civile e religioso. Non capita sovente che il fenomeno si ripeta. Anzi, in alcuni casi, e San Gennaro ne è una testimonianza quasi unica, la simbologia diventa anche più diversificata, fino ad attingere sedimenti epistemologici dentro l´antropologia e la sociologia del potere e del suffragio popolare. Qui la devozione assurge a simbolo del territorio, genius loci e identikit della civiltà. Anche quando va contro il sentimento comune, come accade col sangue di San Gennaro che nel 1799 si scioglie all´arrivo di quei mangiapreti di Francesi intenti a desacralizzare i cattolicissimi Borbone.

La Repubblica, 10 novembre 2007